La rievocazione storica
A partire dagli anni Settanta fino al 2006, il Palio rievocava il matrimonio tra Anna Dovara e Filippino Gonzaga nel 1322. La scelta di questo avvenimento era dettata dal fatto che si potessero motivare le origini di Isola Dovarese e del suo nome, da un lato, e riflettere il passaggio ai Gonzaga, dallโaltro, signoria alla quale di deve buona parte dellโimpianto architettonico di Isola, in particolare la piazza. Come evidenziato da Elisabetta Chittรฒ (2016), il passaggio di Isola dalla signoria dei Dovara, investita dai Consoli di Cremona il 18 febbraio 1191, alla signoria dei Gonzaga, deriva dal tentativo, da parte dei Dovara, di intessere legami politici e diplomatici per acquisire maggior peso politico a Cremona, a seguito della sconfitta politica di Buoso Dovara (di fede ghibellina) e la perdita di buona parte dei possedimenti nel cremonese. Come si vedrร nelle note storico-critiche di questa scheda, tuttavia, la discrepanza tra gli abiti delle contrade, maggiormente afferenti al Rinascimento, e lโepoca del matrimonio di Anna Dovara, unita allโesigenza della ricostruzione storica, rappresentata dal Premio Favete Linguis (istituito nel 2004), si decise di passare alla rievocazione della visita a Isola dei marchesi Ludovico Gonzaga e Barbara di Brandeburgo nel 1458, mentre scortavano la figlia Dorotea al matrimonio con Galeazzo Maria Sforza a Milano.
Lโevento รจ significativo perchรฉ, come ha messo in evidenza Rosita Bellometti (2016), Isola si trovava allโepoca in uno stato di disordine, dato dai conflitti tra la famiglia dei Dovara e il resto degli isolani, creati dalle resistenze dei Dovara a vendere granaglie a buon prezzo agli isolani, come istituito dai patti del 1411 con i Gonzaga (Bellometti 2016: 29). La visita di Barbara di Brandeburgo aveva, appunto, lo scopo di ribadire la sudditanza dei Dovara nei confronti dei Gonzaga.
Al tempo stesso, lโevento permette un approfondimento del contesto sociale, politico ed economico di Isola nel Rinascimento, ovvero una porzione di terra al confine tra il mantovano dei Gonzaga, il territorio degli Sforza di Milano e quello della Repubblica di Venezia (nella provincia di Brescia), tra loro in guerra. La posizione di Isola Dovarese favoriva il contrabbando e il brigantaggio, come segnalato dalle prigioni e da alcuni trattati che citano la situazione che si creava allโinterno delle taverne isolane.
Dal momento che la ricercatrice non ha potuto seguire dal vivo la rievocazione nella sua edizione 2022, come si preciserร nella nota metodologica, la descrizione della rievocazione segue quanto giร redatto nella scheda EVE relativa al Palio per poi integrare con un video di Youtube di Daniele Pernigo, nel quale รจ visibile la modalitร di spettacolo del venerdรฌ sera e fa riferimento allโedizione 2018 del Palio (https://www.youtube.com/watch?v=S1IYPMpHZrM ). La rievocazione โfa riferimento alle fonti storiche che raccontano il convivio tenuto in onore della marchesa, in particolare il De honesta voluptade, di Bartolomeo Sacchi, detto il Platinaโ (EVE RSVG0230). Essa consiste in tre spettacoli serali, tutti allโinterno di Piazza Matteotti e lungo le vie del centro storico. Il venerdรฌ prevede lโapertura delle taverne quattrocentesche e del mercato a partire dalle 19, per poi cominciare con uno spettacolo che dร il via al Palio. In primo luogo, โi gonfaloni e le contrade sono benedette davanti alla chiesa di Isola Dovareseโ (EVE RSVG023). Successivamente, il sindaco di Isola Dovarese, accompagnato da una bambina e una donna che recano, in un cuscino, le chiavi della cittร di Isola, incontra il podestร rinascimentale per la consegna delle chiavi di Isola davanti a un palco allestito per lโoccasione in Piazza Matteotti, alla presenza di musici. A seguito della consegna delle chiavi, si ha la presentazione delle contrade mediante un testo introduttivo recitato da un presentatore professionista. Le presentazioni consistono nel sintetizzare le origini storiche delle contrade e associarle alle taverne di loro competenza. Le taverne di ciascuna contrada sono: la Taverna dellโAquila dโOro per la Contrada di San Giovanni, la Taverna della Tinca per la Contrada di Porta Tenca, la Taverna del Viandante per le Gerre e la Taverna dei Sette Peccati per la Contrada San Bernardino. Ciascuna presentazione รจ strutturata in modo che sfilino attorno al parco prima i gonfaloni delle contrade e, a seguire, il corteo storico, rappresentato dalle famiglie nobili delle contrade. Una volta che, sia i gonfaloni, sia le comparse si sono sistemate ai piedi del palco, comincia un piccolo spettacolo, a cura di uno dei gruppi coinvolti nel Palio. Nellโedizione 2018 (quella del video su Youtube), la Contrada di San Giovanni รจ accompagnata da uno spettacolo a cura degli sbandieratori di Isola Dovarese, la Contrada di Porta Tenca da un balletto rinascimentale a cura dei Tripundiates, la Contrada Le Gerre da uno spettacolo di tamburi a cura del gruppo musici e sbandieratori, mentre la Contrada di San Bernardino da uno spettacolo di fuoco e danze a cura dei Tripudiantes. Ogni cambio di contrada รจ segnalato dal rullo di tamburi. La serata si conclude con uno spettacolo di fuoco e di trampolieri a cura della Compagnia lโImprovvista.
Il sabato consiste in un convivio, animato da spettacolo, che dร il tema del Palio, unito allโapertura delle taverne alle 18. Come riportato nel sito del Parco Naturale dellโOglio Sud, โLa sera del sabato ha luogo il grande convivio, riservato alle persone di “alto lignaggio”, e una grande tavolata nella piazza che fa da cornice allo spettacolo realizzato per i Signori ospiti. La domenica inizia al mattino (apertura delle “Servitรจ di passaggio”, del mercato e delle taverne alle ore 10) con “Ludica Processio”, ovvero una caccia al tesoro, a squadre in costumi rinascimentali (premio finale 500 euro, unโattivitร fatta in alcune edizioni) che culmina nel momento piรน importante della manifestazione: lo svolgimento del palio (ore 17)โ (http://www.ogliosud.it/com_dettaglio.php?id=19053). Inoltre, nel pomeriggio della domenica, โsi ha il corteo storico che riproduce la creazione dello spettacolo in onore dei Gonzaga. Immediatamente a seguire, le quattro contrade si sfidano in tre gare diverse, ovvero: 1) la corsa con i trampoli, di velocitร e a staffetta; 2) la corsa dei galli, incitati dalle popolane; 3) il mร gher (letteralmente magro), โun gioco storico di Isola Dovarese che consiste nel colpire, con un ciottolo di fiume, una latta dโolio circolare di cinque litri o tรฒla, posta a 10 metri di distanza dalla linea di tiro, recuperandolo e tornando rapidamente sulla linea di tiro; un concorrenteโdenominato custodeโdeve riposizionare la tรฒlaย ogni volta che gli altri concorrenti la colpiscono. Il custodeโper liberarsi e per poter anche lui tirare alla tรฒlaโdeve toccare uno dei concorrenti che non lโhanno colpita al proprio turno di tiro e prima che gli altri tiratori attivi la colpiscano a loro volta, nel qual caso รจ costretto a riposizionarla. Vince la contrada il cui concorrente totalizza il maggior numero di tรฒleโ (palioisola.it)โโ (EVE RSVG0230). La vincita del Palio permette anche alla contrada vincitrice di non pagare โla gabella per lโanno a venireโ (http://www.ogliosud.it/com_dettaglio.php?id=19053).
Oltre alle sfide del Palio, si ha la premiazione della contrada che ha realizzato la migliore ricostruzione storica, tra ambienti, oggetti e pietanze delle taverne e personaggi allโinterno sia delle taverne che del corteo storico, il cosiddetto Favetes Linguis. Il Palio si conclude, alla sera della domenica, con uno spettacolo di fuochi in piazza a cura dei Tripudiantes Dovarensis.
Area Geografica
Isola Dovarese, un Comune di 1,072 abitanti (dati istat riferiti a ottobre 2022; https://demo.istat.it/app/?i=CDQ&l=it ), รจ allโinterno del Parco dellโOglio Sud, il quale interessa le province di Cremona e Mantova. ร un ente di diritto pubblico, istituito dalla Legge Regionale del 16 aprile 1988 numero 17 e gestito dalla Provincia di Cremona, nei Comuni di Ostiano, Volongo, Pessina Cremonese, Isola Dovarese, Piadena Drizzona, Calvatone, e dalla Provincia di Mantova, nei Comuni di Casalromano, Canneto sull'Oglio, Acquanegra sul Chiese, Bozzolo, Marcaria, San Martino dell'Argine, Gazzuolo, Commessaggio, Viadana, per una superficie di 12,722 ettari. Il Parco ha la funzione di promuovere uno sviluppo sostenibile del paesaggio fluviale, sia dal punto di vista naturale che da quello culturale, attraverso una serie di incentivi e contratti di gestione agli agricoltori, di programmi didattici con le scuole e di progettazione partecipata di eventi culturali da parte di associazioni locali (http://www.ogliosud.it/pagina.php?id=1 ). La zona di Isola Dovarese era caratterizzata dalla produzione agricola e dalla manifattura tessile, la quale costituiva la maggior fonte dโimpiego per i suoi abitanti. Ora sono presenti aziende edili, imprese idrauliche, un mobilificio storico e, soprattutto, la ristorazione, essendo lโarea interessata da una ciclabile che collega altri comuni legati al fiume Oglio e che promuove i prodotti enogastronomici del territorio (si veda nella sezione legata alla valorizzazione).
Isola Dovarese ha una duplice etimologia. Da un lato, Isola deriva dalla conformazione del borgo, un terrazzamento a forma di goccia proteso sulla golena del fiume Oglio, che circonda Isola per tre quarti, facendole, quindi, assumere un aspetto di โisolaโ. La posizione strategica, dominante sul guado e al contempo riparata dalle inondazioni, ha reso Isola un centro insediativo e di navigazione fluviale tra il Po e il Mare Adriatico. Il fiume costituisce una linea di confine naturale tra i comuni di Mantova e Cremona e, allโepoca dei fatti ricostruiti dal Palio di Isola Dovarese, tra Milano e la Repubblica di Venezia. Il nome โDovareseโ deriva dalla nobile famiglia Dovara, dalla quale prende spunto il Palio nella sua prima fase di esistenza come rievocazione storica. Alla fine del Trecento, Isola consisteva in una rocca, andata distrutta nel 1405 con una battaglia tra i Dovara e le truppe gonzaghesche, e in un borgo in prossimitร di una chiesa. Nel 1414, i Dovara entrarono ufficialmente nellโorbita dei Gonzaga. Il Palio valorizza lโintero patrimonio storico-artistico, non necessariamente legato al periodo dei Dovara e dei Gonzaga, ripartito allโinterno delle contrade, come si vedrร nella sezione anagrafica di questa scheda.
Sicuramente, il luogo maggiormente toccato dal Palio รจ Piazza Matteotti, dedicata a Giacomo Matteotti, ma che vanta una storia che affonda le radici nel periodo gonzaghesco. Tra il 1587 e il 1590, Giulio Cesare Gonzaga commissionรฒ allโarchitetto Giulio Brunelli la costruzione della nuova piazza, la quale incornicia il voltone storico centrale con un lungo porticato. Questo portale ad arco probabilmente introduceva, in passato, alla rocca, ubicata dove ora รจ situato il palazzo delle scuole. Sul lato sinistro รจ ubicato il Palazzo Pretorio, ora sede del Comune, mentre su quello destro si trova il Palazzo della Guardia, ora sede del ristorante โLa Crepaโ. Le ampie dimensioni (40 per 80 metri) nonostante lโesiguitร del borgo e della popolazione, unite alla conformazione stessa della piazza riprende la fortificazione militare romana di un tempo, pensata โcome area di manovra per contrastare eventuali incursioni nemicheโ (https://fondoambiente.it/luoghi/piazza-matteotti-isola-dovarese e https://www.in-lombardia.it/it/piazza-giacomo-matteotti e https://proloco-isola.org/la-piazza/).
Descrizione del percorso
La maggior parte degli eventi avvengono in Piazza Matteotti, ad eccezione della taverna della Contrada San Bernardino, maggiormente decentrata rispetto alle altre, che hanno tutte uno sbocco sulla piazza.
Notizie storico-critiche
Il Palio partรฌ, alla fine degli anni Sessanta, su iniziativa della Proloco. Uno dei suoi membri, Giacomo Spedini, volle proporre una manifestazione con giochi popolari sul modello di โGiochi senza Frontiereโ. La nuova festa di paese doveva fungere da aggregante sociale in un contesto giร fortemente influenzato dal fenomeno migratorio verso Milano. Il Palio doveva, quindi, essere per il paese e aggiungersi alla tradizionale Fiera di Santa Caterina a novembre (ora non molto partecipata; intervista a Milena Fantini da parte di Mario Baratti nel novembre 2015; in Meda 2016: 58). I membri della Proloco appoggiarono lโidea di Spedini e cominciarono a costituire le contrade. Queste ultime rappresentavano la ripartizione territoriale di Isola allโinterno della piazza e fuori da essa, lungo lโOglio. Ad eccezione delle Gerre, ciascuna contrada venne identificata dalla presenza di una chiesa o di un edificio storico, cosรฌ come da un colore legato alle caratteristiche del territorio di contrada (si veda la sezione anagrafica; intervista a Maria Luisa Paladini da parte di Mario Baratti nel settembre 2015; in Meda 2016: 50).
I costumi delle prime edizioni del Palio (la prima vi fu nel 1967) facevano riferimento agli abiti popolani locali dellโOttocento (intervista a Laura Berettera da parte di Mario Baratti nel settembre 2015; in Meda 2016: 46), ma anche di altre regioni italiane. Nel 1969, con la trasmissione televisiva โI Promessi Sposiโ, la Contrada San Giuseppe decise di realizzare abiti โmanzonianiโ con acconciature femminili in ferro e calza, per poi essere adottati dalle altre contrade (cfr. intervista a Luciano Sassi da parte di e a Giannina Doro da parte di Mario Baratti nel novembre 2015; in Meda 2016: 60, 67).
A livello di giuria e di corteo, le prime edizioni del Palio prevedevano la presenza dei responsabili delle contrade come giuria dei giochi di piazza, mentre il corteo prevedeva una struttura specifica. Le contrade perdenti lโanno precedente raggiungevano, in corteo, quella vincente, che si poneva alla testa del corteo per poi entrare in Piazza. Allโepoca, la Contrada di San Giuseppe introdusse per prima la cena di contrada, per poi ampliarla alla partecipazione delle altre contrade, le quali, poi, la adottarono nella propria (intervista a Maria Luisa Paladini da parte di Mario Baratti nel settembre 2015; in Meda 2016: 69).
Negli anni Settanta, si decise di introdurre il tema storico di Anna Dovara mentre le contrade avevano cominciato a confezionare abiti dโispirazione rinascimentale in velluto. Questa scelta, tuttavia, era in contraddizione con la datazione piรน antica del matrimonio di Anna Dovara (1322) e con la scenografia (intervista a Mario Brignani da parte di Mario Baratti nel settembre 2015; in Meda 2016: 53). In quegli anni, gli isolani presero ispirazione dal Palio di Siena, introducendo gli sbandieratori, i quali, tuttavia, assunsero una veste maggiormente standardizzata a seguito di contatti di alcuni sbandieratori isolani con quelli del Palio di Ferrara alla fine degli anni Settanta (intervista a Luciano Sassi da parte di Rossella Zelioli nel novembre 2015; in Meda 2016: 68-69).
Nel 1994, si decise di organizzare un convivio, ovvero una cena a tema rinascimentale, il sabato sera. Nel 2006, si cambiรฒ lโambientazione storica, focalizzandosi sulla visita di Ludovico Gonzaga e Barbara di Brandeburgo (1458). A questa decisione si aggiunse lโidea di affiancare un corso di danze rinascimentali per allestire lo spettacolo del sabato sera, su ispirazione di feste simili (ad esempio, quella di Brisighella; intervista a Mario Brignani da parte di Mario Baratti nel settembre 2015; in Meda 2016: 53).
Nel 1993, Beppe Monai arrivรฒ a Isola per fare un corso di teatro della commedia dellโarte e di tecniche giullaresche allโinterno di un gruppo di circa venti componenti, anche provenienti da fuori. Monai suggerรฌ di estendere il Palio (fino ad allora di un giorno solo) a tre giorni e di introdurre le taverne di contrada, le quali, nelle intenzioni di Monai, avrebbero dovuto essere anche luoghi di teatralitร , oltre che di ristoro. Nel 1994, quando Monai assunse la regia del Palio, vennero invitati gruppi teatrali e musicali di sua conoscenza che contribuirono a fare pubblicitร al Palio allโesterno di Isola Dovarese (intervista a Mario Brignani da parte di Mario Baratti nel settembre 2015; in Meda 2016: 54-56). Sempre in quegli anni, venne coniata la moneta del Palio, prima il fiorino e poi, alla fine degli anni Novanta, il quattrino (intervista a Mario Brignani da parte di Mario Baratti nel settembre 2015; in Meda 2016: 56). Nel 1997-98 Monai cominciรฒ a farsi affiancare da altre persone nella regia (Pierangelo Summa e Paola Alifrandi), fino al cambio di regia a Paola Alifrandi tra il 2002 e il 2010. Nel 2004, si istituรฌ il Favete Linguis per premiare la miglior ricostruzione scenica delle taverne e, quindi, incentivare il lavoro delle contrade.
Bibliografia
Juri Meda (a cura di), "Di quattro colori...Storia del Palio delle Contrade di Isola Dovarese in occasione della cinquantesima edizione (1967-2016)", Montichiari, Vepica, 2016.
Elisa Chittรฒ, "Isola Dovarese al tempo di Anna Dovara e Filippino Gonzagaโ, in Juri Meda (a cura di) "Di quattro colori...Storia del Palio delle Contrade di Isola Dovarese in occasione della cinquantesima edizione (1967-2016)", Montichiari, Vepica, 2016.
Rosita Bellometti, "Isola Dovarese al tempo di Ludovico Gonzaga e Barbara di Brandeburgo", in Juri Meda (a cura di) "Di quattro colori...Storia del Palio delle Contrade di Isola Dovarese in occasione della cinquantesima edizione (1967-2016)", Montichiari, Vepica, 2016.
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Oggetti significativi
Come messo in evidenza da alcuni membri della Contrada San Giuseppe, i costumi coincidono con il patrimonio della contrada e testimoniano la tradizione isolana per la sartoria, soprattutto tra le generazioni piรน anziane. Ogni contrada ha il suo magazzino allโinterno del quale custodisce i costumi per documentare lโevoluzione delle varie edizioni del Palio. La tradizione di sartoria รจ spesso di tipo familiare, tale per cui lโabitazione privata delle sarte di contrada ha spesso coinciso con i luoghi di conservazione degli abiti e con le sedi delle contrade. In alcuni casi, ci si รจ limitati alla conservazione di uno o due abiti delle edizioni passate per mantenere la memoria della contrada, in altri si sono mantenuti piรน costumi. I costumi legati alla prima fase del Palio non sono piรน utilizzati, in quanto non rispondenti con lโepoca storica selezionata. Il ricambio di costumi รจ ridotto a causa dello scarso numero di sarte presenti in ogni contrada. Il fatto che la sede della Proloco sia insufficiente per la conservazione degli abiti storici, cosรฌ come lโindisponibilitร di una sede adatta e in linea con il periodo storico fa sรฌ che il patrimonio materiale del Palio risulti parcellizzato nelle singole contrade, le quali, a loro volta, combattono con spazi ridotti e con la difficoltร di dover sostenere un affitto senza sostegni economici, e allโinterno dei singoli nuclei familiari. La stessa frammentazione caratterizza il patrimonio fotografico delle contrade e della Proloco. Come ha dichiarato Juri Meda nel corso di unโintervista, le case degli isolani sono ricche di memorabilia legati al Palio, come, per esempio, foto, video, giochi, costumi, ecc. Si puรฒ quindi dire che le case delle sarte โstoricheโ delle contrade riflettono e amplificano le pratiche collezionistiche isolane legate al Palio.
Con lโintroduzione del Favete Linguis, รจ stato complesso adattare le necessitร delle contrade in materia costumistica alle richieste e valutazioni della giuria. Da un lato, si รจ cercato di mediare i costi di produzione dei costumi storici con materiale maggiormente reperibile. Ad esempio, come dichiarato da un membro di Porta Tenca, i damaschi e i velluti in stile quattrocentesco sono difficili da trovare, al punto che alcuni membri di Porta Tenca andarono a Novagli, in Liguria, per commissionare i broccati, quegli stessi broccati utilizzati per il Palio di Siena. Tuttavia, la metratura accessibile alle sarte di Porta Tenca da un punto di vista economico (dato che questa tipologia di broccati รจ molto costosa) non era sufficiente per la realizzazione degli abiti.
Aspetti immateriali
Il Palio fa parte di una serie di manifestazioni, sia introdotte recentemente, sia di consolidata tradizione, spesso organizzati dalla Proloco locale. Subito dopo il Palio, a novembre e a ridosso del giorno di Santa Caterina, si celebra la Fiera di Santa Caterina, una fiera di paese che ha lo scopo di riscoprire la storia comunitaria. Le altre due manifestazioni sono di piรน recente acquisizione, ovvero il โCarnevale del Quinto Quartoโ (esistente fin dal 1999), coincidente con lโultimo fine settimana di Carnevale, e che prevede visite guidate e ricostruzioni di ambienti e antichi mestieri, con pasti a base di carne di maiale, allโinterno dellโEcomuseoIsola, la cascina โConcessioneโ, interamenteย allestita come unโabitazione contadina del XIX secolo. Il primo sabato di giugno, invece, la Proloco, in collaborazione con il Parco Naturale Oglio Sud, รจ attiva nella Festa del Luartis, ovvero il germoglio del luppolo, utilizzato nelle ricette locali (http://www.ogliosud.it/com_dettaglio.php?id=19053 ).
La storia orale sul Palio, tramandata dalle generazioni di isolani, รจ stata oggetto di ricerca da parte di storici locali e si รจ intersecata con le attivitร piรน ampie di un laboratorio di storia orale, nato nel 2001 ed esistito fino al 2010, che era inserito allโinterno del corso di perfezionamento sulle teorie e tecniche della storia orale portato avanti da alcuni storici locali isolani e dallโUniversitร di Parma. Il laboratorio ha pubblicato una serie di saggi sulla resistenza condotta lungo il fiume Oglio, cosรฌ come sui saperi locali legati alle piante medicali.
La rivista semestrale della Proloco, โLโIsolanoโ (fondata negli anni Settanta), ha pubblicato una serie di interventi del laboratorio, come, per esempio, uno studio sulle grida dei commercianti per attirare i clienti, a partire dagli anni Duemila. Come parte del corso, inoltre, alcuni studenti intervistarono gli isolani per indagare le memorie legate al Palio, ma queste interviste non furono mai sistematizzate e raccolte in modo organico. Sicuramente, tuttavia, queste raccolte di testimonianze hanno rappresentato un modo per spronare la Proloco di Isola a promuovere uno studio scientifico del Palio. Nel 2014, un ex partecipante del laboratorio e professore in storia allโUniversitร di Macerata, lโisolano Juri Meda, venne incaricato di realizzare una pubblicazione sulla memoria del Palio in occasione del cinquantesimo anniversario di fondazione del Palio stesso (Meda 2016). Si diede perciรฒ avvio a un pool di ricerca, costituito da specialisti che avevano anche partecipato alle varie edizioni del Palio, come Elisa Chittรฒ e Rosita Bellometti. Al contempo, si incrociarono i dati presenti nella Proloco, nelle case private degli isolani e nellโArchivio Comunale, permettendo, cosรฌ, di delineare la cronistoria del Palio.
ร stato soprattutto nelle case private degli isolani che si รจ verificato come fosse in atto una trasmissione di una certa narrativa del Palio. Da un lato, gli isolani hanno custodito le varie circolari e volantini prodotti dalle contrade avversarie, alimentando, cosรฌ, uno stile faceto e farzesco che manteneva viva la competizione tra contrade. Dallโaltro, il Palio รจ stato oggetto di narrazione sia nelle varie copie della rivista โLโIsolanoโ, sia nei carteggi tra privati e cittadini.
Criticitร
I fattori di rischio per la continuitร del Palio sono molteplici e legati strettamente alla condizione economica, demografica e culturale di Isola Dovarese, come si รจ descritto nella sezione della scheda legata alla comunitร , quando la generazione che va dai sessantโanni in poi scomparirร , la patrimonializzazione del Palio allโinterno dei singoli nuclei familiari sarร esposta a grossi rischi, come la distruzione o vendita di vestiti e altri memorabilia, secondo Juri Meda. Vi sarebbe quindi unโurgenza di preservazione di questa memoria e, quindi, di fondazione di un museo del Palio. Tuttavia, questa necessitร museale si scontra con lโassenza di unโofferta turistico-culturale al di fuori dei giorni del Palio o in casi particolari e selezionati, come la fruizione del parco naturale e della pista ciclabile.
Vi รจ anche una difficoltร di coordinamento del Palio che si รจ venuta a creare quando la Proloco ha assunto maggior potere gestionale degli spettacoli di piazza negli anni Novanta. Questa articolazione maggiore degli eventi performativi ha spinto le contrade a rendersi ulteriormente indipendenti dalla Proloco, rivendicando, quindi, la propria identitร ma al prezzo di trasformare la macchina Palio in un organismo complesso e frammentario, nel cui spazio si muovono contemporaneamente il Comune, la Proloco e le contrade. A livello giuridico, inoltre, le contrade non fanno parte del terzo settore come la Proloco, per cui non hanno accesso ad agevolazioni in termini, per esempio, di strutture, trovandosi cosรฌ costrette ad affittare gli spazi associativi da privati. La precarietร delle contrade รจ ulteriormente esacerbata nel caso dellโImprovvista, costituita prevalentemente da non isolani e, in piรน con esigenze performative difficilmente accomodabili in un paese con poche infrastrutture.
La mancanza di membri attivi allโinterno delle contrade porta questโultime a rivolgersi allโesterno, accettando volontari e lavoratori a pagamento nei Comuni e province limitrofe, impiegati principalmente allโinterno delle taverne. Lโidea sarebbe di estendere lโapertura delle contrade anche ad attivitร prettamente isolane come la sartoria, in particolare in contrade con un numero insufficiente di sarte come la Contrada San Bernardino. Come si รจ giร visto, ogni contrada ha delle sarte specializzate; tuttavia, il loro numero ridotto e la quantitร elevata di costumi da riparare o creare, cosรฌ come le richieste sempre piรน esigenti da parte della giuria del Favete Linguis, sono tutti elementi che fanno sรฌ che ciascuna contrada abbia bisogno di dotarsi di nuove sarte che possano dare una mano a quelle giร esistenti in contrada. Ad esempio, la Contrada San Bernardino ha ora allโattivo una sola sarta, la quale non puรฒ quindi garantire i flussi di lavoro precedenti, quando la contrada confezionava almeno una coppia nuova di costumi allโanno.
Il Covid ha ulteriormente peggiorato la situazione. Per quanto il Palio abbia ricevuto un fondo europeo per la ripresa delle attivitร culturali in periodo pandemico, questi fondi non sono ancora stati erogati. Lโulteriore taglio economico dato dalla mancanza di un pubblico pagante ha reso le condizioni gestionali delle singole contrade difficili.
Misure di valorizzazione
Le attivitร di valorizzazione principali coincidono con la realizzazione di mostre temporanee, come giร esplorato nella sezione dedicata ai beni materiali. Se ne riassumono qui alcune: 1) la mostra โTerra dei Gonzagaโ (1996); 2) la mostra sullo stendardo del Palio a Palazzo Quaranta (2002); 3) la mostra di Angelo Bartolini โFigure et figuri de lo Palio de Isola Dovareseโ (2002); 4) la mostra โGian Fernรถf e gli Zanni della Commedia dellโArte raccontano la storia di Isola Dovareseโ (2007); 5) la mostra โQuando Isola Dovarese si vesteโฆ Il laboratorio di sartoria storica e teatrale si raccontaโ al Teatro dellโOratorio (si veda EVE RSVG0230). La Contrada San Giuseppe ha anche realizzato una mostra, nel 2010 e in collaborazione con Juri Meda e Giancorrado Barozzi, sulle biciclette di legno utilizzate per una competizione allโinizio del XX in occasione della Fiera di San Giuseppe (dette draisine). Alle mostre, si aggiungono le iniziative portate avanti dai singoli gruppi che compongono il Palio.
Le Contrade di Isola Dovarese hanno presenziato alla mostra sui costumi delle rievocazioni storiche italiane tenutasi allโEUR nel 2019. Vi รจ stata anche la loro partecipazione allโinterno di una conferenza sulla rievocazione della Battaglia della Bicocca presso lโUniversitร Milano-Bicocca. Nel caso dei Tripundiates, attivitร simili di valorizzazione sono consolidate. Per esempio, i Tripundiates collaborano con lโUfficio Turistico di Cremona, realizzando balli storici che intervallano le visite guidate a siti culturali della cittร . I Tripundiates eseguono anche lavori su commissione, sia per allestire eventi a tema rinascimentale, sia in rappresentanza del Palio, come, per esempio, nel Giro dโItalia a Imola Isola. I Tripundiates partecipano anche a concorsi di danza rinascimentale, come quello della Contrada San Giacomo di Ferrara.
Allโinterno delle pratiche di valorizzazione, รจ da segnalare come il Palio di Isola Dovarese sia inserito allโinterno delle attrattive del turismo ciclistico che interessa il fiume Oglio, un tipo di proposta turistica che intreccia lโenogastronomia, alla visita di luoghi naturali e culturali. Questโofferta turistica, a cura dellโUnione Lombarda โTerre di Pievi e di Castelliโ, di cui Isola Dovarese fa parte, รจ stata inoltre associata al Giro dโItalia, essendo i luoghi intorno allโOglio tappe della corsa ciclistica (https://ogliochiese.it/wp-content/uploads/2021/05/Oglio-Chiese-2021-Light.pdf).
Misure di salvaguardia
Il caso del Palio di Isola Dovarese mostra delle forti limitazioni per quanto riguarda le attivitร di salvaguardia. Da un lato, vi sono piccole aziende locali che sponsorizzano il Palio ma che non sono sufficienti a colmare le ingenti spese per la realizzazione del Palio. Dallโaltro, lโindipendenza delle contrade rispetto alla gestione e alla richiesta di fondi da parte della Proloco non permette lโorganizzazione di un piano comune di finanziamento e salvaguardia. Il Comune, inoltre, finanzia la Proloco nella misura in cui si attuano attivitร storico-culturali legate al Palio, ma sta interamente alla Proloco lโonere di trovare forme di finanziamento. Altra circostanza in cui il Comune รจ intervenuto per sostenere le contrade รจ stata lโottenimento di un fondo europeo per la ripresa delle attivitร culturali a seguito della pandemia (fondi che non sono ancora stati erogati). La regione Lombardia, inoltre, non prevede una legge regionale specifica in materia di rievocazioni storiche, nรฉ esistono consorzi interregionali legati alle rievocazioni storiche.
La maggior fonte di sostentamento รจ rappresentata dallโautofinanziamento, in particolare gli ingressi alla manifestazione per la Proloco e le taverne per le contrade. Se si analizza il contesto piรน ampio delle attivitร di salvaguardia del territorio di Isola Dovarese, si puรฒ constatare come siano in atto meccanismi amministrativi che dovrebbero portare al supporto delle realtร locali, come lโUnione โTerre di Pievi e di Castelliโ, alla quale Isola ha aderito nel 2014. Tuttavia, si tratta di attivitร di salvaguardia non direttamente collegate alla rievocazione.
Protagonisti
Come dichiarato da Juri Meda, lโarrivo di Monai a Isola, la crescente spettacolarizzazione del Palio e filogicitร nella ricostruzione storica hanno rappresentato un momento di cesura per tutti quegli isolani che vedevano nei giochi popolari un modo per creare socialitร allโinterno del paese, non vedendo di buon occhio una regia esterna che entrasse nel merito sul tipo di attivitร del Palio. In qualche modo, le modifiche introdotte da Monai comportarono una progressiva parcellizzazione tra Proloco e contrade, prima in relazione organica tra loro. Le contrade, infatti, si sono costituite in associazioni autonome nel 2017 per dirimere le rivalitร tra loro esistenti (per quanto costruttive e stimolanti lโiniziativa e la creativitร delle contrade) e potersi autogestire.
Il Palio, inoltre, sta conoscendo un momento di crisi come riflesso del declino piรน generale di Isola Dovarese. Il numero di abitanti di questโultima, infatti, รจ sceso drasticamente a causa del fallimento delle industrie legate alla tintura. La presenza di case abbandonate a Isola รจ un problema evidente. Molti isolani si sono trasferiti in altre zone della Lombardia, specialmente per chi รจ compreso tra i trenta/quaranta e cinquantโanni, creando cosรฌ una partecipazione al Palio intermittente, coincidente unicamente per i giorni del Palio, e, quindi, interrompendo la catena di trasmissione della memoria. I pochi bambini e giovani rimasti sono, al contempo, limitati nel loro possibile contributo al Palio e alla sua memorializzazione, dal momento che non vi รจ un presidio scolastico stabile: le uniche scuole rimaste sono le elementari, le quali saranno presto trasferite a Piadena. Questo impedisce le giovani generazioni a essere presenti a Isola e a contribuire in modo costante al Palio. Al contempo, i giovani laureati non riescono a trovare una collocazione nella loro cittร natale, dal momento che persino molti servizi essenziali (come la banca) sono ormai chiusi. Nonostante le numerose difficoltร , il Palio viene tuttโora considerato un modo per gli isolani, specie se vivono al di fuori di Isola, di fare ritorno al proprio nucleo familiare nei giorni del Palio, come dichiarato da Juri Meda.
Apprendimento e trasmissione
Inizialmente, la storia e la tradizione del Palio venivano trasmesse alle generazioni piรน giovani con i laboratori didattici allโinterno delle scuole e della parrocchia del paese. Ora, questo tipo di trasmissione non รจ piรน supportata, anche a causa del trasferimento di buona parte delle scuole a Piadena, sede del plesso scolastico. La Proloco sta cercando di partecipare a bandi, insieme al Comune, per far ripartire laboratori analoghi in futuro. La trasmissione della memoria legata al Palio รจ quindi quasi interamente a carico delle contrade, le quali fronteggiano non poche difficoltร . Da un lato, la tradizionale pratica sartoriale allโinterno dei gruppi familiari รจ stata potenziata e, in un certo senso modificata dalla frequentazione di laboratori di sartoria storica da parte di Paola Fabbri, a seguito della decisione di istituire il Premio Favete Linguis. Questo ha determinato una crescente fatica, da parte delle contrade, nel confezionamento dei costumi. Dallโaltro, lโinteresse dei giovani di partecipare al Palio รจ condizionato anche dal livello di coinvolgimento dei genitori, ovvero la fascia anagrafica che va dai quaranta ai cinquantโanni, i quali hanno rappresentato la prima generazione di isolani che si sono allontanati da Isola per lavoro (a causa della drastica diminuzione delle possibilitร di impiego) e quindi partecipano al Palio soltanto nelle tre giornate di settembre senza prendere piรน parte alle attivitร della contrada. Le generazioni piรน giovani, in questo caso, spesso vengono coinvolte nel Palio per periodi intermittenti e discontinui. Vi sono anche alcune contrade, come San Bernardino, che hanno avuto un calo drastico del numero di bambini in contrada. Nel caso la famiglia risieda a Isola, si cerca di attivare una serie di attivitร pratiche, dalla sartoria, alla realizzazione delle impalcature per le taverne. La sartoria (come in altre rievocazioni) rimane comunque unโattivitร ristretta alle generazioni giร attive in queste pratiche ed รจ difficilmente trasmissibile alle generazioni piรน giovani a causa della complessitร . Allโinterno di questa trasmissione di saperi pratici si intreccia anche la memoria storica, in particolare le biografie dei costumi e la loro rilevanza assunta durante la storia del Palio.
Metodo Ricerca
La scheda รจ stata compilata attraverso una serie di interviste, formali e informali, che seguivano il canovaccio di interviste โtipologicheโ fornite in precedenza ai rievocatori (si veda lโappendice alla relazione di accompagnamento alle schede). La ricercatrice non ha potuto seguire dal vivo il Palio nella sua edizione 2022, a causa sia della consegna del suo progetto Marie Curie, sia per lโaccavallarsi con la rievocazione โDama Viventeโ a Castelvetro di Modena, unโaltra rievocazione che la ricercatrice aveva selezionato per lโapprofondimento con la scheda ICH. La ricercatrice si รจ quindi avvalsa prevalentemente delle interviste, cosรฌ come di materiale multimediale (come video o siti internet), e del testo di Juri Meda (2016), giร utilizzato, seppur in forma piรน ridotta e sintetica, per la scheda EVE. Il testo, infatti, presenta una cronostoria degli avvenimenti del Palio dalla sua fondazione fino al 2015 rinvenibile nelle diverse interviste di storia orale raccolte e pubblicate nel volume. Le interviste condotte dalla ricercatrice, inoltre, sono risultati conformi a quanto giร scritto nella pubblicazione. Nellโordine, sono stati intervistati: membri chiave delle quattro contrade, un membro dei Tripudiantes e un membro della Compagnia lโImprovvista, e unโintervista a Juri Meda, unita da una breve telefonata con il sindaco di Isola Dovarese. Le tempistiche di realizzazione delle interviste si sono protratte rispetto alle scadenze ministeriali a causa dei numerosi impegni degli intervistati e la difficoltร di conciliarli con i tempi di unโintervista qualitativa. Una bozza della scheda รจ stata poi condivisa con quanti hanno dato la loro disponibilitร per le interviste, sia come forma di revisione per eventuali sviste o integrazioni rispetto a quanto scritto dalla ricercatrice. A causa delle rivalitร tra contrade, la ricercatrice ha preferito non menzionare i nomi degli intervistati.
Organizzatori
Proloco:
La Proloco rappresenta lโorganismo di coordinamento e reperimento dei fondi per il Palio. Tutti i componenti della Proloco hanno giocato un ruolo fondamentale per la creazione e sviluppo del Palio, anche se, come associazione del terzo settore, โรจ stata fondata nel 1980 e il suo consiglio direttivo viene rieletto ogni 3 anni. L'attuale presidente per il triennio 2021-2023 รจ Katiuscia Ruggeri. Significativa รจ la costante collaborazione con enti quali il Comune e la Biblioteca Comunale, a cui si affiancano la parrocchia di San Nicolรฒ e associazioni come LโAuser, lโAvis, Il Gruppo Sportivo Isolano, la Banda Leopoldo Vecchi (non esiste piรน) e le quattro contradeโ (https://proloco-isola.org/chi-siamo/ ). Oltre alla Proloco e alle contrade, queste ultime distaccate rispetto alla Proloco, vi sono una serie di associazioni che danno il loro autonomo contributo al Palio, ovvero: โ1) Sbandieratori e musici di Dovara, costituitosi nel 1984, riunisce tutti gli sbandieratori delle contrade, esistenti giร dagli Settanta; 2) Compagnia teatrale allโImprovvista, nata nel 1993 a seguito del corso di teatro di piazza e tecnica del giullare di Bepi Monai; 3) Tripudiantes Dovarensis, un gruppo di danza antica costituitosi nel 1995, in corrispondenza del cambio di rievocazione da Anna Dovara a Barbara di Brandeburgo e del maggior studio storico. Lโassociazione utilizza diverse fonti storiche (dipinti, arazzi, incisioni, opere letterarie) per la realizzazione dei costumi e studia la filosofia degli ambienti di corte per la ricerca della gestualitร dei balli. Si ha anche una collaborazione con il gruppo musicale assisano Anonima Frottolisti, che cura le musiche del Palio, per lโincisione di un album di ballate quattrocentesche; 4) Compagnia Stultifera Navis, nota nel 2011 per gli spettacoli di piazza, giochi di fuoco, scherma antica e giocoleria moderna; 5) Falconarii Dovarensis, gruppo fondato nel 1998 per la diffusione dellโarte della falconeria; 6) Comites Sagittarii, un gruppo di arcieri ispirati al periodo del XV secolo; 7) Fuochini dellโIsola, per gli spettacoli di fuocoโ (EVE RSVG0230).
Contrada di Porta Tenca:
Distaccate dalla Proloco vi sono le contrade, che costituiscono associazioni del terzo settore e quindi hanno una certa autonomia per la realizzazione delle taverne e del corteo, oltre che utilizzare gli introiti delle taverne nei giorni del Palio per autofinanziarsi. Rispetto alla ricerca giร condotta con la stesura della scheda EVE, la ricercatrice, attraverso interviste a membri delle singole contrade, ha avuto modo di contestualizzare ulteriormente quanto giร appreso nella prima fase della ricerca, in particolare per quanto riguarda la Contrada di San Giuseppe e la Contrada di Porta Tenca.ย Come giร riportato nella scheda EVE, โLa suddivisione in contrade esisteva giร prima del palio (si ha, per esempio, unโattestazione di tale suddivisione giร nel 1946, si veda Meda 2016: 74, nota 145). [โฆ] Le contrade, quattro in tutto, sono le seguenti e ciascuna ha una storia specifica: 1) Le Gerre, il cui nome deriva dal dialetto gรจri (letteralmente,ย ghiaie), in quanto la contrada รจ sui depositi fluviali del fiume Oglio. Per questo motivo, il colore della contrada รจ azzurro. Storicamente, la contrada รจ legata al porto del fiume Oglio, che controllava gli scambi e i conflitti tra la Repubblica di Venezia, nel bresciano, e il Ducato di Milano, nel cremonese; 2) Porta Tenca, il cui nome deriva dalla tinca, un pesce posto sul balcone della casa dei Tenca, nobile famiglia isolana, e si estende accanto alla chiesa di San Nicolรฒ. Storicamente, la famiglia Dovara aveva il patronato della chiesa e dimorava in questa contrada. Il colore รจ giallo come il pesce sul balcone; 3) San Bernardino, il cui nome deriva dal convento dei frati francescani dellโOsservanza, sorto nella contrada nel 1476. Rispetto alle altre contrade, San Bernardino รจ piรน decentrata. Il colore รจ rosso, in quanto i locali si riferiscono comunemente a questo luogo con il nome di โpiccola Russiaโ; 4) San Giuseppe, che deriva il nome dallโOpera Pia Oratorio di San Giuseppe, sorto nel XVII secolo. Storicamente, la contrada ospitava le abitazioni degli ebrei dallโepoca tardomedievale in poi. Il colore della contrada รจ verde in quanto la zona รจ circondata da pratiโ (EVE RSVG0230).ย Attraversando il portale storico della piazza, si accede alla Contrada di Porta Tenca, allโinterno della quale รจ ospitata la chiesa di San Nicola da Bari (protettore delle acque e patrono di Isola Dovarese). La chiesa costituisce una delle testimonianze architettoniche maggiormente legata al periodo dei Dovara e dei Gonzaga. Lโedificio รจ, infatti, collocato nella stessa area di unโantica chiesa plebana, indicata dalla documentazione come Santa Maria in Insula, del XV secolo, su un punto rialzato a protezione dalle esondazioni dellโOglio. Lโentrata รจ posta sul lato maggiore che si affaccia sul Corso Maggiore, anzichรฉ essere collocata dalla sua entrata originaria, a causa dellโespansione urbana. Inoltre, con la soppressione del Convento di San Bernardino, nella contrada omonima, avvenuta nel 1810, lโedificio si รจ ampliato di una campana, riducendo quindi lo spazio antistante la piazzetta dove era collocata lโentrata originaria (https://www.in-lombardia.it/it/chiesa-di-san-nicol%C3%B2 ). La struttura esterna รจ stata rielaborata nel XVIII secolo proprio come risposta al crescente inurbamento. Lโelemento artistico di maggior eccellenza, oltre allโinsieme di opere di pregio provenienti da luoghi di culto destituiti, รจ lโโEcce Homoโ di Bernardino Campi, dipinto nel 1575 e posto nellโaltare patrocinato dai Gonzaga. Altro dipinto significativo del Cinquecento รจ lโAnnunciazione o Madonna del gatto, attribuita o ad Altobello Melone o a Gianfranco Bembo. Il resto delle decorazioni, in particolare le vetrate policrome, risale al Settecento (https://proloco-isola.org/chiesa-di-san-nicolo/ ). La Contrada di Porta Tenca consta di venti/trenta persone come membri attivi, di cui circa quindici impegnati durante lโanno per le riunioni.
Contrada di San Bernardino:
La Contrada San Bernardino prende il nome dallโesistenza di un Convento francescano osservante di San Bernardino, eretto nel 1476 per bolla papale di Sisto IV, ma che ospitรฒ i frati solo a partire dal 1501. Soppresso nel 1810, il convento si รจ conservato solo in alcune tracce architettoniche, mentre il resto venne convertito ad abitazione (https://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/11500322/). La Contrada ha una lunga storia alle spalle di coscienza e lotta operaia, essendo una zona dโinsediamento degli operai delle fabbriche locali (di qui lโassociazione con il colore rosso della contrada).
Contrada di San Giuseppe:
Anche la Contrada di San Giuseppe prende il nome dalla presenza, nel suo territorio, dellโOratorio di San Giuseppe, stabilito nel 1688 dallโarciprete don Giovanni Maria Santi, parroco di Isola Dovarese, il quale poi destinรฒ tutte le sue sostanze alla sorella nel 1671, la quale poi completรฒ la costruzione della chiesa e ne amministrรฒ i beni per il loro impiego nellโassistenza caritativa agli isolani indigenti. Questo patrimonio venne incrementato da Francesco Antonio Picenardi, figlio di Sforza Picenardi, il quale, distinguendosi come capitano di Carlo VI contro i Turchi, venne investito del feudo di Calvatone (http://dati.san.beniculturali.it/SAN/produttore_SIAS_san.cat.sogP.54509 ). Lโamministrazione dellโoratorio da parte degli eredi di Santi continuรฒ fino alla metร dellโOttocento, fino allโUnitร dโItalia, quando lโoratorio venne affidato alla Congregazione di Caritร di Isola Dovarese. Durante il Risorgimento, lโoratorio divenne un ospedale militare, ospitando militari feriti durante la Seconda Guerra dโIndipendenza, come alcuni soldati francesi provenienti dalla battaglia di Solferino nel 1859. Nel 1863, la Congregazione di Caritร di Isola Dovarese fondรฒ lโasilo infantile, in funzione dal 1864 fino al 1896 (poi passato a una gestione separata), e nel 1919 si unรฌ alla fondazione del โRicovero per vecchi e malati croniciโ. Nel 1979, lโoratorio fu trasformato in Ipab. Lโoratorio presenta una pavimentazione in cotto tipica dellโarte decorativa cremonese del XVIII secolo, lโabside affrescato da Domenico Joli (1744) e lโaltare e le pareti recanti una serie di dipinti sulla vita di San Giuseppe attribuibili a Vincenzo Borroni (https://casadiripososangiuseppe.it/la-nostra-struttura/chiesa-san-giuseppe/, https://proloco-isola.org/oratorio-di-san-giuseppe/ e https://fondoambiente.it/luoghi/oratorio-san-giuseppe-isola-dovarese ). La Contrada di San Giuseppe รจ una delle poche contrade a mantenere delle festivitร e ricorrenze interne riservate ai suoi membri, come feste legate ad eventi personali importanti (nascite, matrimoni, funerali). Insieme alle Gerre, la contrada ha tuttโora attive le cene di contrada.
Tripudiantes Dovarensis:
I Tripudiantes Dovarensis constano di una trentina di partecipanti, dai 16 ai 55 anni, dei quali solo due sono uomini, a causa dello studio richiesto e dal minor coinvolgimento nei confronti di passi codificati, come messo in evidenza nella sezione sullโapprendimento e la trasmissione.ย La Compagnia allโImprovvista nacque sotto la spinta di Beppe Monai come corso di commedia dellโarte, ma staccata dalla formazione classica di tipo goldoniana e, quindi, maggiormente improntata allโimprovvisazione del โteatro alternativoโ degli anni Settanta/Ottanta. Del primissimo gruppo sono rimasti due componenti che hanno portato avanti il lascito di Beppe Monai. Il gruppo varia dalle due o tre persone per i singoli eventi alle dieci e quindici o venti, venticinque per il Palio. In questo frangente, molto esterni al gruppo chiedono di poter partecipare per poter seguire da vicino il Palio. Allโinterno del gruppo, solo una componente รจ isolana, mentre gli altri provengono dalle province e comuni limitrofi.ย Il regista degli spettacoli che fanno parte del Palio solitamente non รจ un isolano per evitare possibili conflitti o polemiche allโinterno della comunitร stessa degli isolani, mentre il contenuto o la storia delle rappresentazioni รจ spesso creato da un isolano. Solitamente, il Comitato Palio fa una selezione tra due/tre proposte per poi affidare la proposta scelta al regista.
Compagnia allโImprovvista:
La Compagnia allโImprovvista nacque sotto la spinta di Beppe Monai come corso di commedia dellโarte, ma staccata dalla formazione classica di tipo goldoniana e, quindi, maggiormente improntata allโimprovvisazione del โteatro alternativoโ degli anni Settanta/Ottanta. Del primissimo gruppo sono rimasti due componenti che hanno portato avanti il lascito di Beppe Monai. Il gruppo varia dalle due o tre persone per i singoli eventi alle dieci e quindici o venti, venticinque per il Palio. In questo frangente, molto esterni al gruppo chiedono di poter partecipare per poter seguire da vicino il Palio. Allโinterno del gruppo, solo una componente รจ isolana, mentre gli altri provengono dalle province e comuni limitrofi.ย Il regista degli spettacoli che fanno parte del Palio solitamente non รจ un isolano per evitare possibili conflitti o polemiche allโinterno della comunitร stessa degli isolani, mentre il contenuto o la storia delle rappresentazioni รจ spesso creato da un isolano. Solitamente, il Comitato Palio fa una selezione tra due/tre proposte per poi affidare la proposta scelta al regista.
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